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Gioco d’azzardo

95 miliardi buttati nel gioco d’azzardo, la prova che l’Italia si sta ammazzando da sola

95 miliardi di euro. Più del doppio di quanto le famiglie italiane spendano ogni anno tra tasse, rette, lezioni private trasporto scolastico. Più di quanto lo Stato spenda ogni anno per l’istruzione. Poco meno del crollo degli investimenti in Italia tra il 2007 e il 2015, pari a 109 miliardi di euro. Non molto di più dei 129 miliardi all’anno che spendiamo, noi tutti 60 milioni di italiani, per mangiare.

Macchinette, scommesse online, gratta e vinci, lotterie varie. Numeri da record, che surclassano gli 88 miliardi del 2015 – +7%, nemmeno il Pil cinese cresce a questa velocità.

95 miliardi che alimentano le casse dello Stato con un gettito anch’esso da record. 18,5 miliardi, per la precisione. 95 miliardi vogliono dire 260 milioni al giorno, 3.012 euro al secondo.

Un extragettito sontuoso alimentato soprattutto da giovani adulti con prole e con stipendi bassi, in quello che risulta essere un clamoroso caso di imposizione fiscale regressiva, che ha pochi eguali nella storia dell’umanità. Una cifra che ha pochi eguali al mondo. La metà delle quali finiscono in una delle 414mila slot machine – una ogni 143 abitanti – disseminate su tutto il territorio nazionale, molte delle quali in mano alla criminalità organizzata che le usa per riciclare il denaro sporco.

95 miliardi sono la misura della disperazione. 95 miliardi sono i motivi per SMETTERLA. La prova regina del fatto che potremmo salvarci da soli, senza particolari problemi, se non fossimo così cocciutamente impegnati ad autodistruggerci.

La tragedia è che molti non hanno idea che il gioco d’azzardo crea una forte dipendenza nei consumatori.

il Dr. Cesare Guerreschi (“Giocati dal gioco”, Edizioni Kappa; 2000) ha ritenuto opportuno differenziare 2 macrocategorie di giocatori d’azzardo patologici:

  • Giocatori patologici per azione: sono persone che hanno perso il loro controllo sulla loro attività di gioco d’azzardo. Quest’ultima per loro, è la cosa più importante nella vita, poiché li mantiene in azione e quindi “vivi”. Le relazioni ed attività familiari, sociali e lavorative vengono influenzate negativamente dall’attività di gioco.
  • Giocatori patologici per fuga: sono giocatori che trovano nell’attività di gioco sollievo da sensazioni di ansia, solitudine, rabbia o depressione. Usano il gioco d’azzardo per sfuggire da crisi o da difficoltà. In questo caso, il gioco ha un effetto “analgesico” e non una risposta euforica.

E’ tempo di “suonare l’allarme” per una generazione sempre più dipendente: pornografia, cyber sex, gioco d’azzardo, alcol ecc. Tutti ricorrendo “gioie effimere” per riempire un vuoto enorme che può essere riempito solo dalla presenza di Dio.

A presto
Antonio Morra